New York Portrait

Performance di musica improvvisata per chitarra ed elettronica sulla proiezione del film di Peter Hutton

di Nicola Perfetti

Peter Hutton (Detroit, 1944 – 2016) è stato uno dei più fervidi e poetici ritrattisti di città e paesaggi. Il suo film-documentario “New York portrait”, muto e in bianco e nero, suddiviso in 3 capitoli da 15 minuti, racchiude immagini riprese a New York tra il 1979 e il 1990. Il chitarrista Nicola Perfetti propone un inedito accompagnamento al film creando dal vivo una colonna sonora tra jazz contemporaneo, musica ambient ed elettronica minimale.

A Novembre 2019 la musica di “New York portrait” viene pubblicata in cd dall’etichetta Setola di maiale, con la produzione di Stefano Giust, e distribuita in formato digitale da Megattera.



APPUNTI PER L’IMPROVVISAZIONE

Pensare ad una performance musicale che si accompagni ad un’opera come “New York portrait” nasconde notevoli insidie. Si tratta di aggiungere il sonoro ad un film che è muto per precisa scelta dell’autore, in cui il silenzio, la mancanza di musica e dialoghi giocano un ruolo fondamentale nella tensione verso una malinconica armonia interiore. Comporre una colonna sonora non avrebbe avuto senso e soprattutto sarebbe stato poco rispettoso. Dunque, come -e cosa- si può suonare senza far svanire l’incantesimo?

“New York portrait” al Torrione Genovese di Sarzana per Parallelamente 2018

L’idea che sta alla base di “New York portrait” è quella di individuare i parametri costitutivi dell’opera del film-maker americano per appropriarsene e traslarli in musica, sovrapponendo i due livelli comunicativi, come un dialogo tra due individui nella stessa stanza e con lo stesso stato d’animo. Per farlo ho preso in considerazione i seguenti quattro parametri: Il tempo / Il movimento / Il colore / Le figure umane. Analizzando singolarmente questi elementi-chiave mi è sembrato che Hutton abbia lavorato per lo più sulle sottrazioni, concependo il suo film come una serie di liberazioni:

nessuna storia, nessun attore, nessun colore … Ho deciso di far vivere la musica delle limitazioni imposte dalla pellicola.

Il tempo. Lo scorrere del tempo, o per meglio dire la ri-modellazione del concetto di tempo, è una delle magie di Hutton. Gli eventi e le immagini si susseguono apparentemente senza consequenzialità e la totale assenza di storia e sceneggiatura lascia lo spettatore sospeso in una dimensione temporale indefinita. Quindi anche la musica rinuncia a qualsiasi sviluppo, le note si accavallano in tanti bozzetti piuttosto che procedere lineari in una melodia compiuta, evitando ogni forma o struttura definita. E soltanto nel terzo capitolo si affaccia un accenno di brano, arrivando quasi ad una forma canzone nell’unico momento, il finale, in cui lo spettatore osserva una “scena” (un malato viene soccorso in strada dai passanti).

Il movimento. Del tutto assenti i movimenti di macchina, la camera fissa coglie di tanto in tanto movimenti accidentali e non programmati: il transito sfuggente delle auto, l’incedere maestoso e lento di una mongolfiera, i passaggi improvvisi degli oggetti spinti dal vento, fumo, fogli di carta, nuvole. Tutto sembra muoversi sfuggendo al controllo e alla predeterminazione dell’operatore. Allo stesso modo ho cercato di creare le condizioni affinché la musica accadesse “nonostante” il musicista. Creando statici e dilatati paesaggi sonori su cui far cadere gruppi di note casuali (addirittura sfruttando le funzioni random delle app su un ipad). O, viceversa, costruendo movimentati loop improvvisati, senza ritmo nè struttura, su cui far risuonare melodie ripetitive che assumono significato diverso, e non determinabile a priori, a seconda del momento del loop in cui capitano.

Il colore. “New York Portrait” non è soltanto un film in bianco e nero, quindi senza colori, ma piuttosto una sequenza di immagini costruite minuziosamente su contrasti tra ombra e luce: nelle geometrie delle opere urbane, nel buio dell’inverno. Ecco che la musica, più che muoversi su armonie ardite, si mette alla ricerca di suoni contrastanti, sfruttando le dissonanze e le infinite possibilità dell’elettronica e degli effetti.

Infine Le figure umane. Presenti quasi soltanto nel terzo capitolo, non dialogano tra loro e sono intente ad attività estemporanee e improduttive: il sonno, una passeggiata, il gioco, stare affacciati alle finestre o in contemplazione di uno spazio. Si è detto che lo sguardo di Hutton verso gli esseri umani è di compassione; a me sembra piuttosto che le persone arrivino dentro la sua macchina da presa come fanno i fogli di carta: spinti dal caso. Ecco, penso di aver trovato la chiave per la mia performance in un vecchio titolo di Paul Auster, altro autore che di New York se ne intende: The Music of Chance.

Storie di Blues

Dal Delta del Mississippi a Chicago, il viaggio del blues agli inizi del Novecento

Storie di blues è una playlist Youtube che racconta le avventure dei musicisti afroamericani che tra gli anni venti e gli anni cinquanta hanno plasmato la voce del blues. Viaggiando dalle campagne del sud degli Stati Uniti fino alle grandi città industriali del nord hanno trasformato una musica rurale e demoniaca, in una urbana ed elettrica, raffinata ed aggressiva al tempo stesso. Da Son House e Robert Johnson fino a Muddy Waters e Howling Wolf, uno dei tanti capitoli della storia, mai terminata, del blues.

La playlist è in continua evoluzione ed è visibile sul canale Youtube Nicola Perfetti.

Errori di base

Reading musicato composto di monologhi scritti e interpretati da Teresa Cinque, con Nicola Perfetti

I temi ruotano prevalentemente intorno alla condizione femminile, con le idiosincrasie e i paradossi di un’emancipazione solo letterale, con l’ossessione per l’aspetto e il tabù della vecchiaia, con le dinamiche di coppia e qualche incursione nel mondo dei tutorial. Il taglio è ironico, dissacrante, talvolta satirico, talvolta amaro, fino a sfiorare il paradosso o il surreale. Gli interventi chitarristici di Nicola Perfetti, creati appositamente, cuciono i testi o li separano, creano un controcanto e intervengono in un dialogo continuo.

Errori di base è stato fin’ora rappresentato presso: Casa Internazionale delle Donne di Roma; Casa delle donne, Viareggio; Teatro Altro Spazio, Roma; Università di Pisa presso Gipsoteca di Arte Antica; Festival l’Eredità delle Donne, Firenze.

Errori di base all’interno del calendario OFF della prima edizione del festival L’Eredità delle Donne, in programma a Firenze dal 21 al 23 settembre 2018 con la Direzione Artistica di Serena Dandini.

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oof3

Nicola Perfetti, Federico Gerini, Massimiliano Furia. Ospite Silvia Bolognesi

oof3 è un progetto live e discografico di tre musicisti toscani, il chitarrista Nicola Perfetti, il pianista Federico Gerini e il batterista Massimiliano Furia. Attivi da anni in ambito jazzistico e sperimentale, Perfetti, Gerini e Furia hanno all’attivo numerose collaborazioni illustri e pubblicazioni per etichette italiane ed europee. Nel 2013 incidono l’album “La forma dei ricordi” (prodotto dall’etichetta Dodicilune e distribuito in Italia e all’estero da IRD in circa 400 punti vendita e nei maggiori store online), con la partecipazione di Massimiliano Rolff al contrabbasso e Stefano Guazzo al sax e clarinetto.

A gennaio 2018 viene pubblicato per MEGATTERA, la neonata etichetta del trio, il nuovo album in studio dal titolo North, con dieci nuovi brani inediti composti da Nicola Perfetti, tra jazz contemporaneo, ambient e musica cinematica. Il lavoro raccoglie varie recensioni positive sulla stampa specializzata.

“un flusso di suoni fine e profondo. Sembra quasi di ascoltare la voce di un solo strumento, tanta è la grazia con cui i suoni si sovrappongono.” (Daniele Cestellini – Blogfoolk)

“A lullaby lies at the heart of all the pieces […] no matter what form the melodies of North ultimately manifest, there isn’t a one of them that isn’t beautiful. ” (Dave Sumner – Bird Is The Worm)

“Giochi di espressività celata, timbriche arricchite dagli effetti di chitarra e dal Fender Rhodes, schegge di suono, rendono l’insieme di sicuro interesse e lontano dalla prevedibilità formale.” (Roberto Paviglianiti – Strategie Oblique)

“Le improvvisazioni di North raccolgono eredità variabili, dalle formazioni musicali a goccia di Satie e del neo classicismo (21:34) al Jarrett dei settanta, dalle prove di modularità (Mohr) alle tracce di minimalismo (Square time) fino ad un celato umore post-rock; North è un disco serio e gradevole al tempo stesso.” (Ettore Garzia – Percorsi Musicali)

“Musica molto evocativa, piena di riferimenti che vanno dall’ambient all’improvvisazione elettrica. Atmosfere super, senso dello spazio. Assolutamente non ostica, ma suo modo molto libera. (Enrico Merlin)


Nell’ultimo anno, grazie anche alla partecipazione come membri effettivi alle attività della Fonterossa Open Orchestra, diretta da alcuni dei più importanti jazzisti italiani nell’ambito della free improvisation e della conduction (Silvia Bolognesi, Cristiano Arcelli, Piero Bittolo Bon, Tony Cattano, Marco Colonna), e ai seminari sull’arte dell’improvvisazione condotti dal pianista Stefano Battaglia presso Siena Jazz University e Accademia Chigiana, il trio ha molto intensificato ed approfondito il lavoro sull’improvvisazione libera, riproponendo quindi anche dal vivo i frutti di questo personale e coinvolgente percorso di studio e di espressione.

Improvvisazione libera, esplorazione sonora, composizione istantanea, stanno dunque alla base di questo trio d’eccezione.

Il trio partecipa a vari festival in Italia, tra cui segnaliamo: Mutamenti festival 2017 con la direzione artistica di Max DeAloe, la 5 edizione del JazzIt Fest in programma a Feltre nel 2017 e le due edizioni consecutive nel 2016 e 2017 di Parallelamente, edizione OFF del Festival della mente di Sarzana. In varie occasione il trio è affiancato dal vivo dalla straordinaria contrabbassista Silvia Bolognesi, musicista di respiro internazionale, compositrice, arrangiatrice e docente presso la Siena Jazz University, un vero e proprio punto di riferimento del contrabbasso jazz e della musica improvvisata, non solo in Italia.

We play in black and white

One-minute-video serie

Una serie di 5 episodi video da 1 minuto creati come manifesto del progetto oof3. Tutti i video sono girati e musicati da Nicola Perfetti, con la partecipazione di Federico Gerini in “oof3 manifesto #2”.

La forma dei ricordi

Quintetto acustico dalle sonorità meditterranee. Con Nicola Perfetti, Federico Gerini, Massimiliano Furia, Stefano Guazzo e Massimiliano Rolff. Ospite David Pastor.

“La forma dei ricordi” è il primo frutto della collaborazione decennale fra il chitarrista Nicola Perfetti e il pianista Federico Gerini. Il disco nasce da un nucleo di sei brani originali intitolati inizialmente “Temi mediterranei”, sul quale i due musicisti iniziano a lavorare insieme, a partire dall’autunno del 2011, apportando minime integrazioni dal punto di vista compositivo e cercando soluzioni di arrangiamento che esaltino nella loro freschezza e semplicità le melodie e le armonie dei pezzi.


Il disco, registrato tra Gennaio e Aprile 2013 agli studi della OrangeHomeRecords di Raffaele Abbate, con la partecipazione di Stefano Guazzo ai fiati, Massimiliano Rolff al contrabbasso e Massimiliano Furia alla batteria, viene prodotto da Gabriele Rampino per Dodicilune edizioni e distribuito in Italia e all’estero da IRD in circa 400 punti vendita e nei maggiori store online. La forma dei ricordi è stato accolto positivamente dalla critica, ricevendo vari passaggi in radio (Rai Radio3) e numerose recensioni positive sulla stampa (bollino “JazzIt like it”) e su web, ed è stato presentato per la prima volta dal vivo all’interno della rassegna “La primavera dell’Olivo” al Teatro dell’Olivo di Camaiore, con ospite d’eccezione una delle voci più interessanti dell’attuale scena jazzistica europea, il trombettista David Pastor.

“Atmosfere tipicamente mediterranee, sia per quanto concerne la propensione melodica della composizione sia nell’effetto timbrico morbidamente acustico e ricercato.” (Luciano Vanni – Jazzit)

“… a intraprendere un viaggio nella memoria dei suoni” (Guido Michelone – Il Manifesto)

“Un’intesa strumentale notevole, il dialogo fra i due leader è il motore di tutti i pezzi” (Gianni Montano – Jazzitalia)

“Davvero un bel disco questo del duo Perfetti – Gerini.” (Riccardo Mozzi – Audiophile sound)

“Un disco che fa onore al jazz italiano.” (Vittorio Lo Conte – Musiczoom)


APPUNTI SUI BRANI DEL DISCO

Notte nei caruggi – La notte nei vicoli del porto di Genova può essere un’immagine inquietante, ma il brano cerca piuttosto di catturare un’energia creativa, l’idea di perdersi nelle tortuosità delle stradine, gli incontri più o meno fortunati, i repentini cambi di direzione. Sono ritmi che si mescolano e strumenti che si alternano e si scambiano le parti. E nessuno che sappia come si scrive davvero “caruggi”… (N.Perfetti)

Biscuit Building – C’è uno strano edificio nel centro di Londra, che chiamano Biscuit Building. Penso si tratti di una vecchia fabbrica di biscotti ristrutturata e oggi adibita a centro per il business, il che è assai poco romantico, ma il nome ha un che di fiabesco. E’ lì che è nata questa canzone, in una favola in città, in questo posto dove i signori adulti vanno a fare affari. E in mezzo ai biscotti finiscono anche loro per tornare un po’ bambini. (N.Perfetti)

Ici marché – Mi sono alzato alle cinque di mattina dal letto di un motel sulla route de Marseille, 20 euro a notte. Ho preso la macchina giù nel parcheggio, tra i camion e una cadillac bianca tirata a lucido dai sedili in pelle rossa fiammante. Mezz’ora dopo sono arrivato nell’enorme spiazzo che ancora si faticava a vedere tra la brina. Sentivo, in lontananza, la gente già elettrica urlare prezzi mostrando vecchie carabattole, e, nella mia testa, una dolce ballata per chitarra e sax. Non c’erano turisti né mercanti d’arte, solo persone che si scambiavano rimasugli di vita. E un cartello enorme all’entrata, con la scritta “Ici Marché”. (N.Perfetti)

Death valley n.5 – Prima di partire me la sono immaginata ascoltando (chissà perché) Joni Mitchell e CS&N e poi Neil Young, il desert rock e i Giant Sand. Ho scritto questo tema e mille altri ancora e li ho tutti numerati. Questo era il numero 5. Quando poi sono arrivato là, me ne sono definitivamente innamorato e l’ho girata di giorno e di notte, col caldo che non ti fa respirare e lo spazio che ti libera la testa. In studio, con Federico, abbiamo pensato di sporcare il n.5 con un po’ di Fender Rhodes. (N.Perfetti)

Camera d’albergo – La camera d’albero di J.S.Sargent è una pittura di confusione: la luce del sole del pomeriggio che filtra secca sulle valigie sfatte e sul tavolino in disordine. La stessa luce di questo brano, semplice bossanova di un viaggio sentimentale. (N.Perfetti)

Nottetempo – La sessione di registrazione era terminata, un tramonto freddo si stagliava all’orizzonte, oltre i vetri della porta, a chiudere la giornata. Lo studio era ormai vuoto, ma ancora caldo dei respiri, delle parole e della musica prodotta durante il giorno. Così, io e Nicola, abbiamo deciso, per completare il disco, di registrare ognuno un pezzo proprio in solitudine, ripescandolo dai cassetti della memoria. Ed ecco “Nottetempo”, un ricamo di armonie bitonali, una fugace apparizione notturna in punta di velluto…. (F.Gerini)

Tram 28 – Così è chiamato il famoso tram turistico di Lisbona. Il ritmo che domina l’intero brano mi ricorda proprio lo sferragliare del mezzo che attraversa la pancia e il cuore della città. Mentre la parte B del tema è lo squarcio di danza sensuale che, inaspettatamente, dopo il girovagare ritmico in salita e discesa fra i vicoli stretti, si produce alla vista della città dall’alto di uno dei tanti miradouri. ….Tutto questo nonostante il brano sia stato scritto anni prima che io visitassi il Portogallo….Insomma uno strano caso di ricordo anticipatore… (F.Gerini)

Il respiro antico – Immaginatevi il lento respiro di una persona cara… che non c’è più… che viene dal passato a infonderci nel cuore parole di dolcezza, di saggezza… come le storie dei nonni, come il profumo anticato di borotalco… E’ questo uno dei brani dove la comunicazione intima fra i musicisti richiede proprio la comunione del respiro… (F.Gerini)

La forma dei ricordi – Un bozzetto musicale dai colori tenui, ampliato al centro da una divagazione su un pedale ambiguamente in bilico fra maggiore e minore, come la forma mutevole dei ricordi, quando li andiamo a ripescare laggiù dove si sono sedimentati.(F.Gerini)

Creta – Impossibile lasciare Creta senza portarsi dietro il fascino delle musiche dell’isola, delle danze al suono della lyra e del liuto. Non avevamo però alcuna intenzione di approfondire quel folklore con rigoroso scrupolo filologico. Il nostro è solo un omaggio ai profumi di quella terra, filtrato dalla nostra sensibilità di musicisti visitatori. Come tutti gli altri brani del disco, “Creta” è un ricordo che prende forma. (N.Perfetti)

Tandem – Di questo film di Patrice Leconte, un gioiello della commedia francese, mi piace tutto tranne la canzone che gli fa da leitmotiv. La sua interpretazione, per essere precisi. Non ho mai capito come potesse abbinarsi l’enfasi di una voce italiana, così melodrammatica e sicura, con le difficoltà del viaggio introspettivo dei due personaggi. Allora ho voluto scrivere io la mia colonna sonora. Che non esplodesse mai, fatta di frenate e di partenze, di pause e di aperture melodiche. Non triste, ma amara. (N.Perfetti)